
L'INTERNO - INSIDE

Entriamo ora nella chiesa di San Giacomo Apostolo e fermiamoci per un momento al centro dello spazio. Appena superata la soglia, si percepisce subito l’ampiezza dell’interno, organizzato in tre navate con abside e dominato da una grande cupola centrale sostenuta da quattro pilastri, vero fulcro visivo della chiesa.
Attorno a questo nucleo si sviluppano i bracci coperti da volte a botte lunettate e piccoli spazi cupolati, che danno all’insieme un senso di equilibrio, movimento e solennità tipicamente barocco.
Lo sguardo viene naturalmente guidato verso il presbiterio, dove si impone il grande altare maggiore.
L’architettura interna è pensata per accompagnare gli occhi verso l’alto: le alte lesene, le cornici marcate e il ritmo delle volte rendono l’ambiente scenografico, ma anche molto ordinato e leggibile.
Spostandoci verso la parete sinistra, incontriamo l’altare del Santissimo Sacramento, riconoscibile anche per lo stemma comunale in stucco che lo sovrasta.
Qui si trova una delle opere più note della chiesa: la tavola con la Cena di Emmaus, dipinta nel 1977 dal pittore eporediese Tullio Alemanni.
Sempre lungo questa parete si vede anche una grande tela raffigurante san Giacomo che intercede presso la Madonna per il borgo di Rivarolo, immagine molto significativa perché lega il santo titolare alla comunità cittadina.
Passando ora alla navata destra, uno degli elementi che colpiscono di più è la statua lignea dorata della Madonna con il Bambino, opera dello scultore Stefano Maria Clemente.
Questa immagine si trovava in origine in una nicchia arricchita dalle quindici formelle dei misteri del Rosario, e conserva ancora oggi una presenza molto forte, sia dal punto di vista artistico sia da quello devozionale.
Nella stessa zona vale la pena alzare gli occhi verso la volta, dove si conserva il grande affresco della Madonna con il Bambino che affida la corona del Rosario a san Domenico di Guzman e a santa Caterina da Siena.