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L'INTERNO - INSIDE

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Androne

Appena entriamo nell’androne, guardiamo subito le decorazioni delle pareti e della volta: qui vediamo alberi carichi di frutti ai quali sono appesi gli stemmi di famiglie canavesane, mentre in alto compare il monogramma di san Bernardino da Siena tra raggi di sole.

È uno spazio di ingresso molto scenografico, pensato per dare al visitatore un’impressione di eleganza e di prestigio già dai primi passi.

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Cortile interno

Proseguendo arriviamo nel cortile, da cui si leggono bene i principali corpi del castello e soprattutto il rapporto tra la manica nord, la manica ovest e la torre rotonda.

Qui si conserva anche il portichetto affrescato: nelle lunette e nelle arcate si riconoscono santa Caterina della Ruota, san Pietro in trono, san Paolo, sant’Antonio Abate e san Michele che combatte il demonio, con in basso lo stemma dei Malabaila.

È uno dei punti più interessanti dell’interno perché unisce architettura, pittura e araldica in uno spazio raccolto ma molto ricco.

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Sala da pranzo

Entrando nella Sala da pranzo, l’elemento che colpisce subito è il soffitto a cassettoni, uno dei più importanti dell’ala ovest.

Poi vale la pena soffermarsi sul camino, ricostruito su modelli quattrocenteschi: sull’architrave si vedono mele e pere in bassorilievo, mentre sulla cappa compare lo stemma dei San Martino sormontato da un animale fantastico.

Anche le decorazioni della sala sono molto particolari, perché richiamano il tema del cibo e della caccia, con scene popolate da cani e selvaggina in un bosco ricco di alberi da frutto.

Accanto si apre una piccola stanza che conserva ancora una finestra a croce guelfa originale, dettaglio prezioso per capire l’antica struttura del castello.

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Sala Verde

Nella Sala Verde cambiano tono e atmosfera: qui il linguaggio è più araldico e celebrativo.

Il finto camino presenta lo scudo dei Cortina legato a un albero di melograno, simbolo di fecondità, con sullo sfondo un castello arroccato.

Sull’architrave ritroviamo il leone rampante e lo stemma dei San Martino, mentre sulle colonnette e sul soffitto ricorre anche il motto “Purpurata nam stirpe creatus ardeo”, accanto alle cinque frecce della famiglia.

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Sala dei Lumi

La Sala dei Lumi è uno spazio di passaggio, ma è molto interessante perché conserva frammenti di decorazioni più antiche.

In origine questo ambiente era un cortiletto interno, poi trasformato quando furono creati lo scalone, l’atrio e gli ambienti neoclassici della manica nord.

Qui si percepisce bene come il castello sia cresciuto e cambiato nel tempo, inglobando spazi aperti e trasformandoli in stanze di rappresentanza.

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Biblioteca gotica

Nella Biblioteca gotica il primo elemento da osservare è il soffitto a cassettoni, che è la parte più antica e più autentica della stanza.

Il pavimento ligneo con intarsi a stella e il fregio floreale con motti beneaugurali appartengono invece a una fase successiva, ma dialogano bene con il carattere severo dell’ambiente.

Molto interessante è anche il camino proveniente dal castello di Fontaneto d’Agogna, con l’architrave recante le iniziali G.M. Visconti, la cappa personalizzata con il leone rampante e una lastra bronzea con lo stemma dei San Martino collocata nel focolare.

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Camera da letto antica

La Camera da letto antica è uno degli ambienti più affascinanti perché conserva molte tracce del lavoro decorativo.

Sulle pareti si vedono ancora schizzi preparatori a carboncino, prove di colore e una fascia con stemmi di famiglie canavesane, come se il lavoro dei decoratori fosse rimasto sospeso davanti ai nostri occhi.

Guardando con attenzione si può perfino scoprire una piccola testa di cane da caccia tracciata rapidamente da un artista.

Anche qui meritano attenzione il soffitto a cassettoni originale del Quattrocento e il pavimento ligneo ottocentesco con motivo centrale a rosa dei venti.

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Piccola camera da letto

La Piccola camera da letto ha un carattere più semplice e raccolto.

Il pavimento ligneo ha un disegno lineare, lungo le pareti corre una greca rossa e il dettaglio più elegante è il caminetto in marmo bianco del Settecento, arricchito da tre inserti in ceramica dipinta a motivi floreali.

È una stanza meno solenne delle precedenti, ma proprio per questo restituisce bene il lato più intimo della vita nel castello.

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Scalone

Lo scalone è il vero protagonista della manica nord e uno degli spazi più teatrali dell’intero percorso.

Le pareti sono decorate a finto marmo con un effetto che imita il bugnato dei palazzi rinascimentali, e lungo il percorso si incontrano anche un tondo con il ritratto di un signore e un leone con la coda annodata al nodo Savoia.

Salendo qui, il visitatore percepisce il passaggio dagli ambienti più raccolti dell’ala ovest a una zona più luminosa e rappresentativa.

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Sale del primo piano della manica nord

Arrivati al primo piano della manica nord, ci troviamo in ambienti molto diversi da quelli medievali dell’ala ovest.

Qui le sale hanno un’impronta omogeneamente settecentesca, con volte a padiglione affrescate a motivi floreali e grandi finestre a tutto sesto che danno luce al corridoio.

Ogni sala possiede un camino funzionante, segno che questa parte del castello era abitata stabilmente.

Nell’ultima stanza è particolarmente curioso il rosone centrale, che non è un semplice effetto dipinto ma una delicata applicazione in gesso.

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Torre rotonda

Concludiamo la visita nella torre rotonda, uno degli ambienti più suggestivi del castello.

All’interno si vedono ancora l’antica porta d’ingresso, le travi che sostenevano i piani lignei e il sistema che permetteva di collegare i diversi livelli.

Si conserva anche la pompa collegata al pozzo sottostante, che ricorda come la torre dovesse essere autonoma nei momenti di emergenza.

È il luogo che più di tutti fa immaginare la vita quotidiana del castello, tra difesa, organizzazione e necessità pratiche.

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